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Infertilità maschile: sintomi, cause possibili e terapie

Comprendere l’infertilità maschile: dai sintomi alle cause, e dagli esami diagnosici alle terapie disponibili per affrontarla.

Infertilità maschile: sintomi, cause possibili e terapie

Cosa si intende per infertilità maschile

L’infertilità maschile è l’assenza di concepimento dopo almeno 12 mesi di rapporti mirati e non protetti, dovuta a fattori legati alla salute riproduttiva del partner maschile. Può derivare da malattie endocrine, patologie a carico dell’apparato riproduttivo o da cause connesse allo stile di vita e al benessere generale. Le evidenze scientifiche mostrano che circa 1 caso di infertilità di coppia su 2 vede un coinvolgimento del fattore maschile, da solo o insieme ad altre cause.

Quando si verifica il picco di fertilità nell’uomo

La fertilità maschile resta solitamente più stabile nel tempo rispetto a quella femminile, ma non rimane immutata. Studi attuali indicano che l’età più fertile per l’uomo si colloca tra i 20 e i 40 anni. Dopo i 40-45 anni, possono verificarsi una progressiva riduzione della qualità seminale e un aumentato rischio di anomalie genetiche a carico degli spermatozoi.

Quali sono i sintomi dell’infertilità maschile

Nella maggior parte dei casi, l’infertilità maschile è asintomatica. Esistono però alcuni segnali che possono suggerire la necessità di una valutazione specialistica già prima della ricerca di una gravidanza:

  • Alterazioni del volume o della superficie dei testicoli: possono associarsi a condizioni come varicocele, infiammazioni, traumi o alterazioni della spermatogenesi;
  • Dolore o sensazione di fastidio pelvico durante i rapporti sessuali: spesso legato a prostatiti, infiammazioni delle ghiandole accessorie, congestione pelvica o disturbi vascolari locali;
  • Disfunzione erettile e disturbi dell’eiaculazione: possono derivare da disfunzioni ormonali, condizioni vascolari, patologie prostatiche, effetti collaterali di farmaci o fattori psicologici;
  • Riduzione della libido: talvolta correlata a squilibri ormonali, stress, disturbi dell’umore, stanchezza cronica o altri fattori psicofisici;
  • Infezioni uro-genitali: se non adeguatamente trattate, possono predisporre a recidive e avere ripercussioni sulla fertilità.

Cause possibili di infertilità maschile

L’infertilità maschlie può avere cause diverse. Ad essere interessati possono essere aspetti come la regolazione ormonale, la produzione di spermatozoi o il loro percorso lungo le vie seminali.

Cause pre-testicolari

Comprendono un insieme di condizioni, congenite o acquisite, che alterano il funzionamento dell’asse ipotalamo–ipofisi–gonadi. Quando il sistema ormonale non funziona in modo adeguato, la normale produzione di spermatozoi può essere compromessa.

Rientrano tra le cause pre-testicolari di infertilità maschile:

  • Patologie dell’ipotalamo: riguardano la regione cerebrale che avvia la regolazione ormonale della fertilità. L’ipotalamo secerne il GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine), che stimola l'ipofisi a produrre a sua volta l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo-stimolante (FSH);
  • Patologie dell’ipofisi: riguardano in modo esclusivo la ghiandola che produce gli ormoni LH e FSH;
  • Altre patologie endocrine: includono disturbi come ipotiroidismo, ipertiroidismo, iperprolattinemia o malattie delle ghiandole surrenali;
  • Patologie sistemiche: sono malattie che coinvolgono l’intero organismo, come insufficienza renale, malattie del fegato, obesità, malnutrizione o patologie da accumulo.

Cause testicolari

Sono legate a condizioni che colpiscono direttamente il tessuto testicolare. Le principali cause testicolari di infertilità maschile sono:

  • Varicocele: una dilatazione anomala delle vene testicolari che altera il drenaggio sanguigno del testicolo, aumentando la temperatura locale e lo stress ossidativo, con effetti negativi sulla maturazione degli spermatozoi;
  • Infezioni uro-genitali: possono generare processi infiammatori che alterano la funzionalità dell’apparato riproduttore;
  • Criptorchidismo: una condizione in cui uno o entrambi i testicoli non scendono correttamente nello scroto. Anche dopo la correzione chirurgica, il testicolo può mantenere una ridotta capacità di produrre spermatozoi;
  • Traumi testicolari: possono causare danni permanenti al tessuto deputato alla spermatogenesi;
  • Malattie genetiche: la sindrome di Klinefelter o le microdelezioni del cromosoma Y interferiscono con i meccanismi biologici chee stanno alla base della fertilità maschile.

Cause post-testicolari

Interessano la fase di trasporto degli spermatozoi dai testicoli all’uretra, verso l’esterno dell’organismo. Rientrano nella categoria delle cause post-testicolari:

  • Ostruzioni delle vie seminali: impediscono il passaggio degli spermatozoi maturi, fino a determinare in alcuni casi azoospermia;
  • Alterazioni dell’eiaculazione (es. eiaculazione retrograda o assente): ostacolano l’emissione del liquido seminale;
  • Produzione di anticorpi anti-spermatozoo: si legano agli spermatozoi e ne riducono motilità e capacità di interagire con il muco cervicale.

Come l’ambiente influisce sulla salute riproduttiva dell’uomo

Anche i fattori ambientali possono incidere sulla fertilità dell’uomo.

Una lunga esposizione a metalli pesanti, sostanze chimiche industriali e inquinanti atmosferici può alterare l’equilibrio ormonale, danneggiare le cellule responsabili della produzione degli spermatozoi e favorire alterazioni del DNA seminale.

Il problema principale non è tanto un’esposizione intensa e occasionale, quanto il contatto prolungato, nel tempo, con piccole quantità di sostanze tossiche presenti nell’aria, nell’acqua o negli ambienti di lavoro.

Fertilità maschile e stile di vita

Come è noto, le abitudini quotidiane giocano un ruolo fondamentale nella determinazione della salute riproduttiva dell’uomo. Alcuni comportamenti sono noti per migliorare la fertilità (alimentazione, attività fisica, qualità e quantità del sonno, gestione dello stress), mentre altri sono noti per comprometterla (tabagismo, sedentarietà, consumo eccessivo di alcolici, ecc.).

Salute mentale e impatto sulla fertilità maschile

La salute mentale è un altro fattore in grado di incidere sulla fertilità maschile. Evidenze scientifiche mostrano che stress cronico, ansia e altre condizioni psicologiche sfavorevoli possono influire sui meccanismi biologici che stanno alla base della fertilità. L’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi è particolarmente sensibile agli ormoni dello stress (es. cortisolo, adrenalina).

Inoltre, stress e disagio emotivo possono interferire direttamente con la funzione sessuale, provocando disturbi come calo della libido o disfunzione erettile.

Da un punto di vista psicologico, il vissuto dell’infertilità può diventare esso stesso fonte di stress, innescando un circolo complesso in cui si intrecciano aspetti sia organici che emotivi. Per questo motivo, nei percorsi di PMA la componente psicologica viene attentamente considerata, con psicologi qualificati che supportano la coppia in ogni fase del percorso.

Come riconoscere l’infertilità maschile: il ruolo dello spermiogramma

L’Esame del Liquido Seminale o spermiogramma è l’esame di riferimento per la valutazione dell’infertilità maschile. Analizza sia la componente liquida del seme sia le cellule mobili in esso disperse, gli spermatozoi. Questo test offre una visione dettagliata della qualità e della quantità del liquido seminale e consente di riconoscere eventuali alterazioni in grado di ostacolare il concepimento.

Terapie per l’infertilità maschile

Il trattamento dell’infertilità maschile varia a seconda della causa o delle cause eventualmente individuate mediante gli accertamenti per infertilità di coppia. Le terapie più comunemente utilizzate per il trattamento dell’infertilità maschile sono:

  • Terapie ormonali: indicate in presenza di malfunzionamenti dell’asse ipotalamo–ipofisi–gonadi. L’obiettivo è ristabilire livelli ormonali adeguati;
  • Chirurgia (es. per la correzione del varicocele): utile quando la causa è strutturale;
  • Terapie farmacologiche: soprattutto in presenza di infezioni o infiammazioni dell’apparato uro-genitale;
  • Modifiche dello stile di vita (es. attività fisica, alimentazione equilibrata, abbandono dell’abitudine al fumo e gestione dello stress): contribuiscono a migliorare la funzione sessuale e la qualità del liquido seminale;
  • Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): indicata quando gli approcci sopraelencati risultano infruttuosi o quando i parametri seminali del paziente sono particolarmente compromessi. La scelta della tecnica di fecondazione (IUI, FIVET, ICSI) dipende dal quadro clinico di entrambi i partner.

Infertilità maschile e PMA

La PMA è un percorso clinico finalizzato a facilitare il concepimento nelle coppie con diagnosi di infertilità. La scelta della tecnica più idonea (I, II o III livello) viene stabilita da un’équipe medica sulla base della valutazione del potenziale riproduttivo della coppia.

In presenza di un fattore maschile lieve, possono essere indicati percorsi terapeutici più semplici, come l’inseminazione intrauterina (IUI). Nei casi di infertilità di grado intermedio, invece, si può ricorrere a tecniche di II livello come la FIVET o la ICSI.

Nelle situazioni più complesse, può essere necessario un approccio più avanzato, che consiste nel prelievo dei gameti maschili direttamente dal testicolo o dall’epididimo e nel loro successivo utilizzo in cicli di fecondazione con tecnica ICSI.

Conclusione

L’infertilità è una condizione che può riguardare diversi aspetti della salute riproduttiva maschile. Intervenire precocemente consente di migliorare le possibilità riproduttive.
Per questo è importante affidarsi fin da subito ad un team esperto in Medicina della Riproduzione.


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